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mercoledì 7 ottobre 2009

Caro amichetto di carta




è ancora notte fonda e le stelle brillano ancora in cielo,l’ unica luce che riesce a penetrare nel buio è quella della città e della luna.
A un certo punto sento una voce melodiosa che dice il mio nome,apro gli occhi e vedo mia madre sopra di me che cerca di svegliarmi.Mi alzo dal letto,scendo a fare colazione;all’ inizio mio fratello non voleva mettere piede sul pavimento ma alla fine ce l’ ha fatta .
Quando finalmente ci siamo preparati di corsa abbiamo messo i bagagli dentro la macchina e siamo partiti per la Corsica,il viaggio è stato lungo,è durato almeno un’ ora solo per raggiungere il traghetto.Sono stato nel traghetto per 4 lunghe ore che non finivano mai;nel viaggio ho visto l’ isola di Capraia e l’ isola del Giglio.Finalmente le acque cristalline della Corsica mi ondeggiavano davanti, acque limpide, pulite e cristalline piene di pesci di tutti i colori; rosso, bianco, giallo e argentato.
L’odore dell’aria salmastra che ti risveglia l’anima e l’accecante luccichio della luce riflessa sul mare,mi sembrava di essere in paradiso.Prima di metterci a cercare l’hotel abbiamo fatto un bagno in quel tesoro fatto d’acqua. L’acqua era gelida, ti congelava le vene, ma ciò non mi poteva fermare perché l’acqua non poteva essere più gelide di quella della Croazia.Dopo esserci riposati ci siamo messi in cammino per cercare l’ hotel e devo dire che non è stato facile perché le indicazioni erano in francese,menomale che mia madre lo aveva studiato.
Dopo circa un quarto d’ora siamo riusciti a trovarlo e abbiamo sistemato i bagagli. Dopo qualche giorno ci siamo resi conto che in quel posto c’era un silenzio incredibile, non si sentiva nessun rumore tranne quello delle cicale. Solo noi facevamo confusione! Abbiamo scoperto tante cose e trovato degli animali molto rari nel mare. La città, che si chiamava Pinarello, era di dimensioni medie ed era molto carina.
Ciao caro diario, ti riscriverò presto e ti racconterò ancora i miei fantastici viaggi.

Alberto Sarti
Quarta B

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